Emergenze umanitarie

Nonostante la pandemia abbia paralizzato tutto il mondo, c'è solo una cosa che in alcuni paesi è andata avanti indisturbata: la guerra.

Attualmente nel mondo sono in corso centinaia di conflitti armati, scontri tra milizie e brutali repressioni. Le situazioni più drammatiche si registrano in Africa, dove in ben 11 paesi si combatte con le armi (Burkina Faso, Egitto, Libia, Mali, Mozambico, Nigeria,  Repubblica Centrafricana -dove spesso si scontrano a fuoco musulmani e cristiani-, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan e Sud Sudan) e in Medio Oriente, dove insistono da anni le guerre in Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen e conflitti mai sopiti come quello israelo-palestinese

La Fondazione Giovanni Paolo II sin dai primi anni di vita ha sempre portato il suo aiuto alle popolazioni colpite dalla guerra, in particolar modo in Terra Santa, in Siria, in Iraq e in Libano, un paese che ha ospitato milioni di profughi e che ora si ritrova in una condizione di forte instabilità a livello politico, economico e sociale, ulteriormente aggravata dalla tragica esplosione avvenuta al porto di Beirut.

Il nostro aiuto si è concentrato nei campi profughi in Libano, dove abbiamo provveduto alla distribuzione di beni di prima necessità, mentre in Siria nelle città più colpite dalla guerra, come Homs e Aleppo, abbiamo offerto accoglienza e sostegno psicologico ai più piccoli, molti dei quali non avevano mai avuto la possibilità di andare a scuola, di ricevere delle cure e di vivere serenamente la propria infanzia. Non solo: abbiamo provveduto anche a ricostruire e a finanziare quegli spazi che erano stati distrutti dalle bombe e che erano necessari per svolgere le attività di cura, conforto e accoglienza per i nostri fratelli in Medio Oriente. 

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