Giornata della Fondazione Giovanni Paolo II

Democrazia, futuro e cooperazione: questi i temi su cui si è articolato l'incontro “L’Europa di oggi e quella che verrà” con Romano Prodi.

Una mattinata che ha visto protagonisti gli studenti della Toscana, impegnati in un colloquio aperto con Romano Prodi invitato per l'occasione dalla Fondazione Giovanni Paolo II. Nel consueto appuntamento pre-natalizio che, ogni anno, riunisce in Casentino i più importanti esponenti del panorama politico italiano, la Fondazione ha infatti permesso ai giovani del territorio di dialogare direttamente con il professore, già presidente della Commissione Europea e presidente del Consiglio dei ministri, sui più attuali argomenti legati all’Europa quali la Brexit, i movimenti antieuropeisti, il futuro del pianeta e i problemi della democrazia moderna.

“Anche la scuola come la famiglia è da considerare casa del pane – ha ricordato Monsignor Luciano Giovannetti, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II durante la sua introduzione all’incontro. – Anche quest’anno abbiamo avuto modo di discutere le tematiche e i valori su cui si fondano le nostre attività quotidiane grazie al contributo di un relatore di rilievo come il professor Prodi e alla partecipazione di numerosi giovani. Un’occasione che ha permesso loro di riflettere sull’importanza della cooperazione e del dialogo a livello comunitario.”

Moderato dal dottor Marco Italiano, l’incontro ha acceso i riflettori sulle domande poste a Romano Prodi dagli studenti del Liceo Giovanni da San Giovanni, dell’Istituto Newton di Scandicci, dell’Istituto Galileo Galilei di Firenze e del Liceo scientifico Galilei di Poppi che, nelle scorse settimane, si sono preparati sulle tappe salienti della storia dell’Unione Europea dagli anni Cinquanta ad oggi, individuando alcune questioni meritevoli di approfondimento quali la politica ambientale, la globalizzazione, l’integrazione e le prospettive per le giovani generazioni in termini di lavoro e di studio.

Presenti al confronto di questa mattina anche una delegazione di universitari di origine mediorientale che, grazie alle borse di studio attivate dalla Fondazione Giovanni Paolo II, stanno effettuando in Italia il proprio percorso di studi. “È stata bello poter dialogare con i giovani su tematiche riguardanti il presente e il futuro dell’Europa – spiega il professor Romano Prodi. – Mi auguro che quest’incontro li abbia spinti a meditare su come la democrazia stia cambiando velocemente affacciandosi su orizzonti sempre più corti. In un momento di crisi come questo, in cui paradossalmente stiamo assistendo ad un risveglio dell’identità europea, il compito delle nuove generazioni è quello di ripensare e rafforzare la democrazia comprendendo che divisi non contiamo nulla e operando per rendere l’Europa una casa dove sia gradevole vivere e dove ci sia parità tra coloro che la abitano. Quello che la Fondazione Giovanni Paolo II mi ha offerto è stata un’entusiasmante opportunità di dialogo ed ho riscontrato con molto piacere un elevato livello di preparazione e di pensiero tra gli studenti che hanno partecipato all’iniziativa. Se tutti i cittadini europei fossero come loro, l’Europa di domani l’abbiamo già fatta.”

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