Cristiani in Siria

"I bambini che hanno visto la guerra sono l'unica speranza di pace"
Giovanni Paolo II

Sono passati 9 anni dall’inizio della guerra in Siria (15 marzo 2011), un conflitto terribile e insensato che ha colpito in primo luogo i più deboli e i bambini. Molti di loro, in migliaia, hanno perso i genitori sotto le bombe, sono soli e abbandonati, vivono in condizioni di povertà assoluta. Altri sono nati da stupri e violenze, figli dei jihadisti di passaggio per combattere in Siria; ora dormono in strada e sono figli di nessuno. Sono bambini non registrati, sono bambini che non hanno identità; sono bambini che non hanno neppure un nome.

La Fondazione Giovanni Paolo II ha cominciato il suo intervento in Siria nel 2015 grazie alla Campagna Cristiani in Siria, promossa insieme al settimanale Famiglia Cristiana, media partner del progetto. Grazie alle donazioni giunte da migliaia di lettori, la Fondazione ha potuto offrire sin da subito il proprio contributo con la distribuzione di generi di prima necessità per aiutare la popolazione siriana a sopravvivere nell’emergenza.

Quando le bombe sono cessate abbiamo iniziato ad occuparci di ferite molto più nascoste e profonde, quelle che hanno colpito il cuore e l’anima dei fratelli più deboli: i bambini, gli adolescenti e i giovani. Quasi tutti hanno a che fare con traumi psicologici, con angoscia e paura, con la sensazione di perdita. Ad Aleppo, una delle zone più colpite dalla guerra, la Fondazione Giovanni Paolo ha sostenuto il Franciscan Care Center con l’obiettivo di accogliere e curare i bambini che frequentano i centri di riabilitazione psicologica, mentre a Homs abbiamo supportato le Suore del Buon Pastore nel dare la possibilità di crescere e studiare a 800 bambini e ragazzi, tra i 6 i 18 anni, con problemi psicologici e bisogni speciali.

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I bambini siriani
hanno conosciuto
solo la guerra.
Insieme
possiamo ricucire
le loro ferite.